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Il giorno di chi non vuole essere ipocrita – Lettera di Natale 2015

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Non è detto che a Natale occorra essere sempre più buoni: accettiamo l’invito a combattere la guerra delle chiacchiere, portata avanti da ipocriti miserabili inebriati dalla propria fame deviata di superiorità e di potere.

Il giorno di Natale, entrando nella Chiesa del Purgatorio di Molfetta, ho letto questo avviso appeso al portone d’ingresso intitolato “Le chiacchiere sono criminali perché uccidono Dio e il prossimo”. Avviso che si rifà alla meditazione di Papa Francesco “Dalle chiacchiere malevole all’amore verso il prossimo”, in cui cita la «guerra quotidiana delle chiacchiere». Ecco un breve estratto:

«Quelli che vivono giudicando il prossimo, parlando male del prossimo sono ipocriti. Perché non hanno la forza, il coraggio di guardare ai propri difetti. Il Signore non dice su questo tante parole. Poi, più avanti dirà: colui che ha nel suo cuore l’odio contro il fratello è un omicida.»

«Ogni volta che giudichiamo i nostri fratelli nel nostro cuore, o peggio quando ne parliamo con gli altri, siamo cristiani omicidi».

La riflessione stessa è l’evoluzione del concetto riportato nel Vangelo di Luca 6, 39-42:

«Disse loro anche una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca? Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.»

Vengono così condannati, come ricorda il Card. Ravasi, coloro che «si crogiolano nel gusto sottilmente perverso di sparlare degli altri e si guardano bene dall’esaminare con lo stesso rigore la loro coscienza, inebriati come sono del loro compito di giudici.».

Inoltre, andando al cinema  vedere “Irrational Man”, ad un certo punto il protagonista usa questa frase, con la quale Woody Allen sembra rimarcare il concetto:

«La gente riempie il vuoto con i pettegolezzi»

Sullo stesso argomento si è occupato il Financial Times, in una ricerca al riguardo, dalla quale si evince che

«Ci piace fare a pezzi la reputazione di qualcun altro perché ci fa pensare di essere persone migliori, non dimentichiamoci però che il pettegolezzo è come un boomerang, potremmo essere noi l’oggetto del gossip di qualcun altro, prima o poi.»

Credo che non sia necessaria alcuna integrazione al riguardo: queste parole si commentano da sole ed ognuno in cuor suo potrà decidere se fare orecchie da mercante (e rimanere così un miserabile) o se invece farle proprie e cercare di costruire invece che distruggere.

Puntualmente in ritardo come al solito, buon Natale e felice anno nuovo!

 

Fonti e approfondimenti: Radio VaticanaAvvenire. Famiglia Cristiana, L’ultima ribattuta

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Dimissioni da Responsabile Commissione Tecnica Pallacanestro CSI Ravenna – Una parentesi che si chiude, un’altra che si apre

Carissimi,
sono passati dieci anni da quando Andrea Lami volle fare il tentativo di far ripartire la pallacanestro al CSI di Ravenna con un torneo alla “piastra” di San Pietro in Campiano. Occasione per me, dopo diversi anni passati ad arbitrare sia per la FIP che per il CSI (mi piace ricordare che la mia prima gara ufficiale dopo ave terminato il corso fu proprio una gara di playoff CSI diretta assieme a Bruno Riva), per entrare a far parte degli ingranaggi organizzativi dell’Associazione. Da un torneo si è passato ad un campionato a quattro squadre, e così via ogni anno sempre di più: Andrea è quindi riuscito a “fregarmi” appieno delegandomi sempre di più gli aspetti di gestione della Commissione Tecnica fino alle sue dimissioni per potersi dedicare al ruolo di Presidente Provinciale, lasciandomi formalmente la guida della suddetta Commissione.
Sono state tantissime le soddisfazioni e i risultati raggiungi ponendo l’attenzione sia sulle società sportive sia sui gruppi spontanei che a sua volta si sono trasformati in società: in primis quello di creare un campionato “Open” vero e proprio senza nulla da invidiare ai campionati amatoriali delle zone vicine, poi il grande successo – sempre nei sogni di Andrea – di riuscire a mettere insieme moltissime squadre per l’attività giovanile maschile e femminile. Non sono mancati gli insuccessi e i momenti di sconforto, spesso causati dal comportamento di persone che nulla avevano a che vedere con lo spirito CSI. Ritengo che il bilancio non possa che essere positivo: non ho comunque intenzione di fare grafici che indicano l’andamento delle società, delle gare, dei tesserati provenienti dal mondo della pallacanestro.
Successo raggiunto grazie a tutti coloro che in questi anni mi hanno supportato e sopportato, in rigoroso ordine cronologico: Mario Perini, Andrea Casadio, Michele Zavatta, Matteo Manca, Stefano Pretolani, Alessandro Cavina, Antonio Toschi, Luca Bonetti. E grazie alle società sportive che hanno creduto in noi, tra le quali ne spicca una, che non ha mai detto “no” partecipando ogni anno sia all’attività open che all’attività giovanile ed offrendo sempre un contributo attivo all’organizzazione dei campionati: il Basket Club Russi, capitanato dalla sua Presidente Carla Capucci. Grazie. Particolari anche i rapporti con la FIP provinciale, mai conflittuali ma sempre tenuti sull’onda della collaborazione.
Ultimo traguardo (ma è meglio definirlo un punto di partenza) è l’organizzazione dei campionati a livello romagnolo coinvolgendo i comitati di Faenza e di Forlì (aspettando l’ingresso di Rimini e di Cesena). Un’integrazione complessa e difficile ma che non può altro che portare dei benefici a tutte le nostre società sportive se portata avanti con serietà e spirito di collaborazione.
Ma tutti facciamo parte di un’Associazione che non è solo pallacanestro, o pallavolo, o calcio: il CSI ha decine di sfaccettature e di ambiti di intervento che vanno gestiti con estrema cura ed attenzione. Viene negli ultimi tempi chiesto al sottoscritto di assumersi incarichi ed impegni più “di Comitato” che di disciplina, ed attualmente abbiamo verificato e condiviso che vi sono le condizioni per un cambio del timone e un passaggio di consegne (già avviato più o meno nell’ombra già da inizio anno sportivo).
Pertanto, alla luce di tutto ciò, vi comunico che ho presentato formali dimissioni dall’incarico di Responsabile della Commissione Tecnica Pallacanestro del CSI di Ravenna, proponendo Matteo Manca come mio naturale successore. Dimissioni che devono essere semplicemente viste come un passaggio generazionale, senza alcun problema o questione di sorta. Mi auguro che per Matteo questo sia una grande occasione di crescita personale e associativa e, visti i risultati raggiunti con l’attività giovanile, credo che col giusto impegno riuscirà a “battere” il suo predecessore. A lui il grande invito a creare un gruppo di lavoro motivato che lo possa aiutare e dal quale dovrà emergere il suo successore.
Questo non vuol dire che scomparirò dal mondo della palla a spicchi, ed offrirò a Matteo tutto il supporto che vorrà: continuerò ad arbitrare e probabilmente passerò ad un’altra sfida cestistica, ovvero la costruzione e la gestione di un gruppo arbitri romagnolo puramente CSI (e per questo chiedo la collaborazione di tutti voi). Quindi (e qualcuno dirà “purtroppo”) continueremo a vederci sui campi di gioco, a sparare cavolate e ad incazzarci a vicenda.
Grazie a tutti.
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A volte la comicità insegna

Ieri sera guardando Zelig ho scoperto questa poesia. Niente male.

Ignazio Buttitta – Non mi lassari sulu

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L’uomo che ha attraversato il paese in tutu rosa per far sorridere la moglie sotto chemio

Copiato interamente da

http://www.wuhu.it/luomo-che-ha-attraversato-il-paese-in-tutu-rosa-per-far-sorridere-la-moglie-sotto-chemio/

Quando la risata può essere la miglior medicina.
Succede a Bob “Ballerina” Carey, fotografo professionista, quando a sua moglie Linda viene diagnosticato un cancro al seno. Bob non si perde d’animo e fa quello che ogni altro marito avrebbe fatto al suo posto: indossa un tutu rosa con frange e comincia a fotografarsi.
Così facendo riesce a tenere alto il morale della moglie e comincia allora a viaggiare per il mondo in questa insolita veste, collezionando fotografie nei luoghi più disparati, dal Lincoln Memorial a Washington, alla porta di Brandeburgo a Berlino.
La gente lo osserva dapprima divertita tuttavia, dopo aver parlato con lui e conosciuto le ragioni che motivano le sue “performance”, rimane colpita dal suo spirito e nessuno ha il coraggio di deriderlo.
Linda porta con se le foto quando deve sottoporsi ai trattamenti in ospedale, le mostra al personale, ride insieme a loro e questo fa passare i lunghi periodi della chemioterapia. Le foto aiutano anche altri malati di cancro come lei, che incontra durante le sedute di terapia.
“E’ incredibile vedere quando succede”… dice Linda “Si trasforma come un supereroe. Non ha paura di essere se stesso. Riesce a farmi ridere, è esilarante vedere mio marito che va in giro danzando con un tutu rosa“.
Sin da quando ha cominciato il suo progetto, Bob ha realizzato una grande collezione di fotografie raccolte nel libro dal titolo “Ballerina”. Il ricavato delle vendite del libro è destinato alla fondazione Carey, un ente di beneficenza da lui istituito nel 2012, per sostenere le donne affette da cancro al seno.

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Il giorno di chi non ha paura di sorridere – Lettera di Natale 2013

Più in ritardo del solito, arriva la mia letterina di Natale.

Quest’anno per me il Natale è il giorno di chi non ha paura di cercare di sorridere davanti a qualsiasi cosa gli capiti davanti. Sorridere per fare forza a sé stessi e per fare forza a chi ci sta intorno.

Mons. Alberto Maria Careggio, Vescovo della diocesi di Ventimiglia-San Remo, conclude il suo messaggio augurale così: «Visto che la postmodernità non sa e non può guardare lontano, incomincio anch’io a relativizzare le mie idee, i miei grandi desideri, le mie iniziative. E mi metto a sorridere, non solo per bonaria comprensione della mia stoltezza, ma per quella dose di stupidità che mi disturba l’avvenire, mi preoccupa all’eccesso, mi rende schiavo di inutili progetti. Attirato dalla tenerezza che suscita quella statuetta, scopro che il sorriso è il tonico migliore di cui abbiamo particolarmente bisogno in questa società di disperati, senza peraltro misconoscere la gravità del momento presente. Siamo tutti stufi degli inganni che, con arte luciferina, attraversano i nostri mass-media. Vogliamo vivere, vogliamo cogliere la vita a piene mani e, per questo, non ci vorrebbe molto, qualora si mettesse più saggezza nello scoprire ciò che veramente conta, più onestà nella distribuzione delle ricchezze, più verità per guardare da quale parte stia il bene, più concretezza nel valutare le nostre personali risorse, più moderazione nei nostri desideri. Ma con tutto questo ci vorrebbe anche tanto sorriso, perché è quello che, in fondo, ognuno di noi desidera, è sempre il segno della tenerezza, la presenza di un cuore che ama. Il cuore di Gesù sorride di questa luce divina. Per questo può diffondere in tutti la pace, la gioia, la speranza, la fiducia nella vita, anche di fronte alle situazioni più disperate e sconcertanti. Nel sorriso del Bambino Gesù, trovo il messaggio più bello del Natale.».

Così come è importante sorridere nelle difficoltà e nei conflitti, come ricordava Madre Teresa di Calcutta: «Non ricorriamo a bombe e cannoni per conquistare il mondo. Ricorriamo all’amo­re e alla compassione. La pace inizia con un sorri­so. Sorridete cinque volte al giorno a qualcuno cui in realtà non avreste la minima intenzione di sorridere. Fatelo per la pace. Irradiamo la pace di Dio e accendiamo in tal modo la Sua luce e spegniamo nel mondo e nei cuori di tutti gli uomini tutto l’o­dio e l’amore del potere. Sorridiamoci a vicenda. Non è sempre facile. A volte ho difficoltà a sorri­dere alla mia consorella, ma allora prego.».

Infine, Padre Frederick William Faber in “Il valore di un sorriso” ci ricorda che:
«Donare un sorriso
Rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
Senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
Ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
Da poterne fare a meno
Né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia,
Da sostegno nel lavoro
Ed segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
Rinnova il coraggio nelle prove,
E nella tristezza è medicina.
E poi se incontri chi non te lo offre,
Sii generoso e porgigli il tuo:
Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
Come colui che non sa darlo.».

Vi auguro (in ritardo) buon Natale e un anno pieno di sorrisi, sia da donare che da ricevere. Dopotutto sono gratis, no?

PS Dopotutto anche una pagina del mio blog è dedicata al sorriso 😉

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Concorsi su Facebook: cosa si può (e non si può) fare in Italia

Ottima e precisa disamina sulla normativa italiana per i concorsi su Facebook: non prendiamo tutto alla leggera.
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Salvare, sincronizzare e condividere file nella nuvola: Copy free come alternativa gratuita a Dropbox e Wuala

Da anni uso Dropbox e Wuala, due ottimi servizi per il salvataggio, la sincronizzazione e la condivisione di file nella nuvola e faccio fatica a trovare un’applicazione che riesca ad eguagliarle.

Ho da poco scoperto invece Copy, un’ottima alternativa gratuita (e con costi per i piani a pagamento decisamente più bassi) ai due servizi che citavo prima. Fondamentalmente è una copia di Dropbox, con funzionalità e API esterne ridotte.

La funzionalità generale è la stessa: viene creata sul nostro computer una cartella e tutto quello che viene salvato lì dentro viene caricato nella “nuvola”. Il tutto viene così salvato (ottimo sistema di backup), sincronizzato tra due computer (se installiamo l’app su più computer), condiviso con gli amici (attraverso i link di condivisione), reso accessibile via smartphone e tablet (attraverso le app dedicate).

Al momento continuerò ad usare Dropbox come l’ho usato ora (documenti, file personali, e altro), Wuala per il server aziendale e le copie di backup personali, mentre inizierò a testare approfonditamente Copy per quanto riguarda le copie di backup personali.

Clicca qui per iscriverti a Dropox »

Clicca qui per iscriverti a Wuala »

Clicca qui per iscriverti a Copy »

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Farsi inviare file grandi dagli amici? Nessun problema con Dropbox e dbinbox

Sempre più spesso ci troviamo a dover condividere tra amici le foto e i video delle vacanze, dei tornei, delle serate… un bel file ZIP unico di svariati megabyte da inviare con gli amici.

A volte inviare il tutto via mail è improponibile, quindi le strade sono due: o si utilizzano servizi per inviare file di grandi dimensioni (JumboMail, YouSendIt, …) oppure se si ha sul proprio computer installato un sistema di condivisione di file cloud (Dropbox, Wuala, Copy, …) si caricano il cloud sul file e si invia i link agli amici.

Per gli amanti di Dropbox (uno dei migliori sistemi in circolazione per il salvataggio dei file nella nuvola: se non ce l’hai clicca qui per iscriverti, è gratis!), ci viene in aiuto un’applicazione chiamata dbinbox: collegandola col nostro account di Dropbox otterremo un URL che diventerà una nostra cartella condivisa nella quale tutti coloro ai quali andremo a consegnare il link (eventualmente protetto da password) potranno recarsi nella nostra dbinbox e fare l’upload di qualsiasi file nel nostro account Dropbox.

Eventualmente a questo punto potremmo spostare il file dove più ci pare e creare un link condiviso da inviare a tutti i nostri amici.

Attenti però a consegnare l’URL a persone fidate, altrimenti si rischia di vedersi riempita la cartella di porcheria ;-).

Clicca qui per iscriverti a Dropox »

Clicca qui per iscriverti a Wuala »

Clicca qui per iscriverti a Copy »

Clicca qui per iscriverti a dbinbox »

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Problemi di Chrome col font Helvetica

Mi è successa una cosa stranissima: usando Chrome, il font Helvetica mi veniva visualizzato malissimo, se non addirittura a volte con caratteri speciali illeggibili.

Gira che ti rigira, qui ho trovato la soluzione al mio problema.

Ho dovuto modificare il file custom.css di Chrome in

C:\Users\{NOMEUTENTE}\AppData\Local\Google\Chrome\User Data\Default\User StyleSheets\Custom.css

con le seguenti righe:

@font-face { font-family: ‘helvetica neue’; src: local(‘Arial’); }
@font-face { font-family: ‘helvetica neue’; font-weight:bold; src: local(‘Arial’); }
@font-face { font-family: ‘helvetica’; src: local(‘Arial’); }
@font-face { font-family: ‘helvetica’; font-weight:bold; src: local(‘Arial’); }
html, body {
        text-rendering: optimizeSpeed !important;
}
Addio Helvetica, ma almeno riesco a leggere!
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Usare font OTF via web

Questa la sintassi per il CSS

@font-face {
font-family: NovelSansPro;
src: url(“NovelSansPro/NovelSansPro_Regular.otf”) format(“opentype”);
}

@font-face {
font-family: NovelSansPro;
font-weight: bold;
src: url(“NovelSansPro/NovelSansPro_Bold.otf”) format(“opentype”);
}

in modo tale da poterli poi usare così

font-family: NovelSansPro, helvetica;

Se si usa IIS, occorre ricordarsi di impostare il Mime Type giusto

.otf
font/opentype

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