Dimissioni da Responsabile Commissione Tecnica Pallacanestro CSI Ravenna – Una parentesi che si chiude, un’altra che si apre

Carissimi,
sono passati dieci anni da quando Andrea Lami volle fare il tentativo di far ripartire la pallacanestro al CSI di Ravenna con un torneo alla “piastra” di San Pietro in Campiano. Occasione per me, dopo diversi anni passati ad arbitrare sia per la FIP che per il CSI (mi piace ricordare che la mia prima gara ufficiale dopo ave terminato il corso fu proprio una gara di playoff CSI diretta assieme a Bruno Riva), per entrare a far parte degli ingranaggi organizzativi dell’Associazione. Da un torneo si è passato ad un campionato a quattro squadre, e così via ogni anno sempre di più: Andrea è quindi riuscito a “fregarmi” appieno delegandomi sempre di più gli aspetti di gestione della Commissione Tecnica fino alle sue dimissioni per potersi dedicare al ruolo di Presidente Provinciale, lasciandomi formalmente la guida della suddetta Commissione.
Sono state tantissime le soddisfazioni e i risultati raggiungi ponendo l’attenzione sia sulle società sportive sia sui gruppi spontanei che a sua volta si sono trasformati in società: in primis quello di creare un campionato “Open” vero e proprio senza nulla da invidiare ai campionati amatoriali delle zone vicine, poi il grande successo – sempre nei sogni di Andrea – di riuscire a mettere insieme moltissime squadre per l’attività giovanile maschile e femminile. Non sono mancati gli insuccessi e i momenti di sconforto, spesso causati dal comportamento di persone che nulla avevano a che vedere con lo spirito CSI. Ritengo che il bilancio non possa che essere positivo: non ho comunque intenzione di fare grafici che indicano l’andamento delle società, delle gare, dei tesserati provenienti dal mondo della pallacanestro.
Successo raggiunto grazie a tutti coloro che in questi anni mi hanno supportato e sopportato, in rigoroso ordine cronologico: Mario Perini, Andrea Casadio, Michele Zavatta, Matteo Manca, Stefano Pretolani, Alessandro Cavina, Antonio Toschi, Luca Bonetti. E grazie alle società sportive che hanno creduto in noi, tra le quali ne spicca una, che non ha mai detto “no” partecipando ogni anno sia all’attività open che all’attività giovanile ed offrendo sempre un contributo attivo all’organizzazione dei campionati: il Basket Club Russi, capitanato dalla sua Presidente Carla Capucci. Grazie. Particolari anche i rapporti con la FIP provinciale, mai conflittuali ma sempre tenuti sull’onda della collaborazione.
Ultimo traguardo (ma è meglio definirlo un punto di partenza) è l’organizzazione dei campionati a livello romagnolo coinvolgendo i comitati di Faenza e di Forlì (aspettando l’ingresso di Rimini e di Cesena). Un’integrazione complessa e difficile ma che non può altro che portare dei benefici a tutte le nostre società sportive se portata avanti con serietà e spirito di collaborazione.
Ma tutti facciamo parte di un’Associazione che non è solo pallacanestro, o pallavolo, o calcio: il CSI ha decine di sfaccettature e di ambiti di intervento che vanno gestiti con estrema cura ed attenzione. Viene negli ultimi tempi chiesto al sottoscritto di assumersi incarichi ed impegni più “di Comitato” che di disciplina, ed attualmente abbiamo verificato e condiviso che vi sono le condizioni per un cambio del timone e un passaggio di consegne (già avviato più o meno nell’ombra già da inizio anno sportivo).
Pertanto, alla luce di tutto ciò, vi comunico che ho presentato formali dimissioni dall’incarico di Responsabile della Commissione Tecnica Pallacanestro del CSI di Ravenna, proponendo Matteo Manca come mio naturale successore. Dimissioni che devono essere semplicemente viste come un passaggio generazionale, senza alcun problema o questione di sorta. Mi auguro che per Matteo questo sia una grande occasione di crescita personale e associativa e, visti i risultati raggiunti con l’attività giovanile, credo che col giusto impegno riuscirà a “battere” il suo predecessore. A lui il grande invito a creare un gruppo di lavoro motivato che lo possa aiutare e dal quale dovrà emergere il suo successore.
Questo non vuol dire che scomparirò dal mondo della palla a spicchi, ed offrirò a Matteo tutto il supporto che vorrà: continuerò ad arbitrare e probabilmente passerò ad un’altra sfida cestistica, ovvero la costruzione e la gestione di un gruppo arbitri romagnolo puramente CSI (e per questo chiedo la collaborazione di tutti voi). Quindi (e qualcuno dirà “purtroppo”) continueremo a vederci sui campi di gioco, a sparare cavolate e ad incazzarci a vicenda.
Grazie a tutti.

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A volte la comicità insegna

Ieri sera guardando Zelig ho scoperto questa poesia. Niente male.

Ignazio Buttitta – Non mi lassari sulu

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L’uomo che ha attraversato il paese in tutu rosa per far sorridere la moglie sotto chemio

Copiato interamente da

http://www.wuhu.it/luomo-che-ha-attraversato-il-paese-in-tutu-rosa-per-far-sorridere-la-moglie-sotto-chemio/

Quando la risata può essere la miglior medicina.
Succede a Bob “Ballerina” Carey, fotografo professionista, quando a sua moglie Linda viene diagnosticato un cancro al seno. Bob non si perde d’animo e fa quello che ogni altro marito avrebbe fatto al suo posto: indossa un tutu rosa con frange e comincia a fotografarsi.
Così facendo riesce a tenere alto il morale della moglie e comincia allora a viaggiare per il mondo in questa insolita veste, collezionando fotografie nei luoghi più disparati, dal Lincoln Memorial a Washington, alla porta di Brandeburgo a Berlino.
La gente lo osserva dapprima divertita tuttavia, dopo aver parlato con lui e conosciuto le ragioni che motivano le sue “performance”, rimane colpita dal suo spirito e nessuno ha il coraggio di deriderlo.
Linda porta con se le foto quando deve sottoporsi ai trattamenti in ospedale, le mostra al personale, ride insieme a loro e questo fa passare i lunghi periodi della chemioterapia. Le foto aiutano anche altri malati di cancro come lei, che incontra durante le sedute di terapia.
“E’ incredibile vedere quando succede”… dice Linda “Si trasforma come un supereroe. Non ha paura di essere se stesso. Riesce a farmi ridere, è esilarante vedere mio marito che va in giro danzando con un tutu rosa“.
Sin da quando ha cominciato il suo progetto, Bob ha realizzato una grande collezione di fotografie raccolte nel libro dal titolo “Ballerina”. Il ricavato delle vendite del libro è destinato alla fondazione Carey, un ente di beneficenza da lui istituito nel 2012, per sostenere le donne affette da cancro al seno.

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Il giorno di chi non ha paura di sorridere – Lettera di Natale 2013

Più in ritardo del solito, arriva la mia letterina di Natale.

Quest’anno per me il Natale è il giorno di chi non ha paura di cercare di sorridere davanti a qualsiasi cosa gli capiti davanti. Sorridere per fare forza a sé stessi e per fare forza a chi ci sta intorno.

Mons. Alberto Maria Careggio, Vescovo della diocesi di Ventimiglia-San Remo, conclude il suo messaggio augurale così: «Visto che la postmodernità non sa e non può guardare lontano, incomincio anch’io a relativizzare le mie idee, i miei grandi desideri, le mie iniziative. E mi metto a sorridere, non solo per bonaria comprensione della mia stoltezza, ma per quella dose di stupidità che mi disturba l’avvenire, mi preoccupa all’eccesso, mi rende schiavo di inutili progetti. Attirato dalla tenerezza che suscita quella statuetta, scopro che il sorriso è il tonico migliore di cui abbiamo particolarmente bisogno in questa società di disperati, senza peraltro misconoscere la gravità del momento presente. Siamo tutti stufi degli inganni che, con arte luciferina, attraversano i nostri mass-media. Vogliamo vivere, vogliamo cogliere la vita a piene mani e, per questo, non ci vorrebbe molto, qualora si mettesse più saggezza nello scoprire ciò che veramente conta, più onestà nella distribuzione delle ricchezze, più verità per guardare da quale parte stia il bene, più concretezza nel valutare le nostre personali risorse, più moderazione nei nostri desideri. Ma con tutto questo ci vorrebbe anche tanto sorriso, perché è quello che, in fondo, ognuno di noi desidera, è sempre il segno della tenerezza, la presenza di un cuore che ama. Il cuore di Gesù sorride di questa luce divina. Per questo può diffondere in tutti la pace, la gioia, la speranza, la fiducia nella vita, anche di fronte alle situazioni più disperate e sconcertanti. Nel sorriso del Bambino Gesù, trovo il messaggio più bello del Natale.».

Così come è importante sorridere nelle difficoltà e nei conflitti, come ricordava Madre Teresa di Calcutta: «Non ricorriamo a bombe e cannoni per conquistare il mondo. Ricorriamo all’amo­re e alla compassione. La pace inizia con un sorri­so. Sorridete cinque volte al giorno a qualcuno cui in realtà non avreste la minima intenzione di sorridere. Fatelo per la pace. Irradiamo la pace di Dio e accendiamo in tal modo la Sua luce e spegniamo nel mondo e nei cuori di tutti gli uomini tutto l’o­dio e l’amore del potere. Sorridiamoci a vicenda. Non è sempre facile. A volte ho difficoltà a sorri­dere alla mia consorella, ma allora prego.».

Infine, Padre Frederick William Faber in “Il valore di un sorriso” ci ricorda che:
«Donare un sorriso
Rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
Senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
Ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
Da poterne fare a meno
Né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia,
Da sostegno nel lavoro
Ed segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
Rinnova il coraggio nelle prove,
E nella tristezza è medicina.
E poi se incontri chi non te lo offre,
Sii generoso e porgigli il tuo:
Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
Come colui che non sa darlo.».

Vi auguro (in ritardo) buon Natale e un anno pieno di sorrisi, sia da donare che da ricevere. Dopotutto sono gratis, no?

PS Dopotutto anche una pagina del mio blog è dedicata al sorriso ;-)

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Concorsi su Facebook: cosa si può (e non si può) fare in Italia

Ottima e precisa disamina sulla normativa italiana per i concorsi su Facebook: non prendiamo tutto alla leggera.

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Salvare, sincronizzare e condividere file nella nuvola: Copy free come alternativa gratuita a Dropbox e Wuala

Da anni uso Dropbox e Wuala, due ottimi servizi per il salvataggio, la sincronizzazione e la condivisione di file nella nuvola e faccio fatica a trovare un’applicazione che riesca ad eguagliarle.

Ho da poco scoperto invece Copy, un’ottima alternativa gratuita (e con costi per i piani a pagamento decisamente più bassi) ai due servizi che citavo prima. Fondamentalmente è una copia di Dropbox, con funzionalità e API esterne ridotte.

La funzionalità generale è la stessa: viene creata sul nostro computer una cartella e tutto quello che viene salvato lì dentro viene caricato nella “nuvola”. Il tutto viene così salvato (ottimo sistema di backup), sincronizzato tra due computer (se installiamo l’app su più computer), condiviso con gli amici (attraverso i link di condivisione), reso accessibile via smartphone e tablet (attraverso le app dedicate).

Al momento continuerò ad usare Dropbox come l’ho usato ora (documenti, file personali, e altro), Wuala per il server aziendale e le copie di backup personali, mentre inizierò a testare approfonditamente Copy per quanto riguarda le copie di backup personali.

Clicca qui per iscriverti a Dropox »

Clicca qui per iscriverti a Wuala »

Clicca qui per iscriverti a Copy »

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Farsi inviare file grandi dagli amici? Nessun problema con Dropbox e dbinbox

Sempre più spesso ci troviamo a dover condividere tra amici le foto e i video delle vacanze, dei tornei, delle serate… un bel file ZIP unico di svariati megabyte da inviare con gli amici.

A volte inviare il tutto via mail è improponibile, quindi le strade sono due: o si utilizzano servizi per inviare file di grandi dimensioni (JumboMail, YouSendIt, …) oppure se si ha sul proprio computer installato un sistema di condivisione di file cloud (Dropbox, Wuala, Copy, …) si caricano il cloud sul file e si invia i link agli amici.

Per gli amanti di Dropbox (uno dei migliori sistemi in circolazione per il salvataggio dei file nella nuvola: se non ce l’hai clicca qui per iscriverti, è gratis!), ci viene in aiuto un’applicazione chiamata dbinbox: collegandola col nostro account di Dropbox otterremo un URL che diventerà una nostra cartella condivisa nella quale tutti coloro ai quali andremo a consegnare il link (eventualmente protetto da password) potranno recarsi nella nostra dbinbox e fare l’upload di qualsiasi file nel nostro account Dropbox.

Eventualmente a questo punto potremmo spostare il file dove più ci pare e creare un link condiviso da inviare a tutti i nostri amici.

Attenti però a consegnare l’URL a persone fidate, altrimenti si rischia di vedersi riempita la cartella di porcheria ;-).

Clicca qui per iscriverti a Dropox »

Clicca qui per iscriverti a Wuala »

Clicca qui per iscriverti a Copy »

Clicca qui per iscriverti a dbinbox »

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Problemi di Chrome col font Helvetica

Mi è successa una cosa stranissima: usando Chrome, il font Helvetica mi veniva visualizzato malissimo, se non addirittura a volte con caratteri speciali illeggibili.

Gira che ti rigira, qui ho trovato la soluzione al mio problema.

Ho dovuto modificare il file custom.css di Chrome in

C:\Users\{NOMEUTENTE}\AppData\Local\Google\Chrome\User Data\Default\User StyleSheets\Custom.css

con le seguenti righe:

@font-face { font-family: ‘helvetica neue’; src: local(‘Arial’); }
@font-face { font-family: ‘helvetica neue’; font-weight:bold; src: local(‘Arial’); }
@font-face { font-family: ‘helvetica’; src: local(‘Arial’); }
@font-face { font-family: ‘helvetica’; font-weight:bold; src: local(‘Arial’); }
html, body {
        text-rendering: optimizeSpeed !important;
}
Addio Helvetica, ma almeno riesco a leggere!
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Usare font OTF via web

Questa la sintassi per il CSS

@font-face {
font-family: NovelSansPro;
src: url(“NovelSansPro/NovelSansPro_Regular.otf”) format(“opentype”);
}

@font-face {
font-family: NovelSansPro;
font-weight: bold;
src: url(“NovelSansPro/NovelSansPro_Bold.otf”) format(“opentype”);
}

in modo tale da poterli poi usare così

font-family: NovelSansPro, helvetica;

Se si usa IIS, occorre ricordarsi di impostare il Mime Type giusto

.otf
font/opentype

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Il giorno di chi non ha paura di continuare – Lettera di Natale 2012

GiottoFortitudoTradizionalmente in ritardo arriva la mia letterina di Natale. In passato ho parlato del Natale come il giorno di chi si mette in gioco, di chi non ha paura di osare, di chi non ha paura di fare qualcosa di nuovo.

La riflessione di quest’anno invece è esattamente l’opposto: quest’anno il Natale diventa il giorno di chi non ha paura di continuare. Il tema è quindi il coraggio della continuità, la perseveranza nella quotidianità, ovvero dell’opposto dell’incostanza, dell’instabilità, dell’incapacità di reggere le situazioni. Tema ha molto in comune con la virtù cardinale della “fortezza” intesa come «la capacità di resistere alle avversità, di non scoraggiarsi dinanzi ai contrattempi, di perseverare nel proprio cammino, di andare avanti ad ogni costo». Ma che non deve essere letto come un invito alla staticità e all’attaccamento esasperato alla tradizione.

Vi invito a leggere questa riflessione sulla virtù della fortezza in campo etico-manageriale, dalla quale estrapolo qualche passaggio:

  • Forte è colui che nella vita di tutti i giorni è in grado di reggere la fatica e la sofferenza, di sostenere uno sforzo prolungato, di affrontare il rischio e di porsi obiettivi elevati.
  • La fortezza prende anche altri nomi: pazienza, tenacia e perseveranza, coraggio, magnanimità;
  • Si oppongono l’incostanza, la pigrizia, il vittimismo, la tendenza alla lamentela, la ristrettezza di vedute, la viltà, ma anche l’aggressività e l’arroganza, oppure l’azzardo di chi non valuta adeguatamente il rischio o minimizza l’importanza della posta in gioco;
  • Oggi la cultura del “tutto e subito” non ci abitua alla pazienza, creando un atteggiamento di intolleranza verso tutto ciò che presuppone sforzo prolungato;
  • Fortezza è anche flessibilità, adattarsi a nuove modalità di lavoro oppure adeguarsi alle risorse disponibili, senza sognare quelle ideali;
  • Il forte ha il coraggio di “pensare in grande”, mentre il pusillanime restringe il suo orizzonte per timore o per quieto vivere.

Al giorno d’oggi ci vuole coraggio anche per essere costanti, coerenti, costruttivi. «Saper fare e concretizzare sogni e progetti, cominciando dal piccolo. Crederci e andare avanti, scegliere le persone giuste, individuare cose concrete, perseguirle con serietà. La virtù si insegna con l’esempio, praticandola, educando se stessi, fortificando la propria volontà, con un benessere interiore.». Purtroppo non è facile, la perseveranza spesso ci indica la strada più difficile:

  • È più facile esigere di giocare sempre e comunque per divertirsi oppure ottenere questo risultato allenandosi due/tre volte alla settimana rispettando gli impegni?
  • È più facile passare da un partner all’altro oppure essere solidali nella buona e nella cattiva sorte?
  • È più facile lavarsi la coscienza andando a dare una mano alla mensa dei poveri solo il giorno di Natale oppure andandoci ogni domenica?
  • È più facile andare in ufficio con l’obiettivo di timbrare il cartellino oppure cercando col proprio lavoro di lasciare un segno e di costruire qualcosa di importante?
  • È più facile affrontare un esame con l’obiettivo del “diciotto” oppure sfruttare il tempo dedicato allo studio come occasione per accrescere le proprie conoscenze?
  • È più facile “predicare bene” oppure “razzolare bene”?

Quindi ci vuole coraggio nell’assumersi degli impegni continuativi, nell’identificare ed inseguire i propri obiettivi, reagendo alle difficoltà, senza condurre una vita aleatoria. Coraggio nel far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, nel fronteggiare efficacemente le contrarietà in circostanze avverse, a dare nuovo slancio alla propria esistenza.

Concludo con un passaggio di una preghiera P. Maior dal titolo “Donaci Coraggio”:

«[Donaci coraggio]

Più coerenza, Signore, più slancio.-

Il coraggio della continuità

e il coraggio di un costante adattamento.»

Quindi, vi auguro (in ritardo) buon Natale e un anno pieno di coraggio della continuità e di perseveranza quotidiana.

[EDIT 27/12/2012 14:12] Cazzeggiando su Facebook ho trovato questa vignetta, molto carina e a tema dal titolo “Arrabbiarsi senza smettere di amare”: ed è valida non solo nel mondo affettivo (sarebbe limitativo), ma in tutto.

ArrabbiarsiSenzaSmettereDiAmare

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